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1° RAID SOCIALE - GRECIA

  • Atene - il Partenone
  • Vouliagnemi
  • Sounion - tempio di Giove
  • Le Meteore
  • Passo di Katara (1609 s.l.m.)

Sono le ore 18.00 del 23 luglio 1997, fa un caldo boia... nella piazzetta antistante il bar neroazzurro, sede provvisoria di BIROTA, c'è una strana animazione... ad un tratto, nove mezzi semoventi, pardon motociclette cariche all'inverosimile, si riuniscono nella piazza, molta gente si avvicina, il rumore di fondo aumenta... si! Il momento agognato della partenza è giunto, si va in Grecia! Atene, il Partenone, Piazza Sintagma, il Licabetto... un sogno che si realizza. 11 i motociclisti pronti a partire a bordo di 9 rutilanti motociclette. Il traghettamento, 19 ore di traversata, è stato di una noia mortale, ma l'arrivo a Patrasso ci ha rinfrancato; il pieno di benzina e via, verso Atene, dove siamo giunti nella serata del 24 luglio; abbiamo trovato un ottimo campeggio, ATHENS, 5 km prima del centro di Atene, dove ci siamo fermati per tre notti; chi dovesse recarvisi troverà il nostro adesivo sulla vetrina d'ingresso. Stanchi per la traversata ed il trasferimento ci siamo contentati di una lauta cena (il ristorante del camping è ottimo!) e poi tutti a nanna. Un sole splendente ci accoglie al risveglio, il mattino dopo; rinvigoriti, partiamo alla volta della mitica Atene: bellissimo ovviamente l'Acropoli, sorprendente il tempio di Efesto (da pronunciare Tesseion, altrimenti non si è capiti), fantastici i quartieri pieni di negozietti di Monastiraki e Plaka (si acquista ad ottimi prezzi), meravigliosamente panoramica la collina del Licabetto, con la chiesa di S.Giorgio, balcone naturale sull'Acropoli e sul Pireo (il porto di Atene). Dopo due giorni pieni passati ad Atene, abbiamo cominciato il periplo della penisola Attica. Che spiagge, e che strada! dopo 3 ore di divertimento puro siamo arrivati a CAPO SOUNION, dove il bellissimo tempio di Poseidone, posizionato su un'altura a picco sul mare. Gli otturatori dele fotocamere sembravano impazziti. Sistemazione in campeggio, situato in un posto bellissimo, molto economico ma alquanto scadente per ciò che riguarda i servizi igienici; ci siamo arrangiati in quanto il soggiorno era brevissimo (una sola notte). Bagno nel mar Egeo (non poi meglio del nostro) e megacolazione sugli scogli. Costante del viaggio, la megamangiata: un oste gioviale e simpatico ci ha accolto, a sera, nel suo ristorante con vista sul mare, e noi per riconoscenza gli abbiamo distrutto le riserve alimentari. Com’è strana, la gente (sembrava contento). FERMI TUTTI!!! E’ giunto il momento di introdurre una notazione saliente: per regolamento, ogni viaggio di BIROTA deve essere contraddistinto da una frase, che sarà denominata "la frase del viaggio". Bene, in quel di Sounion è scaturita la fatidica frase, autore il socio Danilo Palmisano, noto per i suoi smarrimenti (motociclistici) e perciò soprannominato "Jonathan". I fatti sono questi: si procedeva in fila indiana, all'imbrunire, alla scoperta dei dintorni di Sounion quando, ad un tratto, ci siamo accorti della SUA mancanza. Affannose quanto vane le ricerche; gruppo fermo sulla strada del ritorno, verso il ristorante di cui sopra (precedentemente contattato e contrattato). All'improvviso, eccolo! il buon Danilo ci vede, rallenta, accosta, si ferma e... "SCUSATE, DOVE VI SIETE PERSI?". a voi il commento!
Il mattino dopo si parte per terminare il periplo della penisola Attica; 4 ore di strade, stradine, spiagge, colonie di bambini, gente, turisti, belle figliole...fino ad arrivare al tumulo della battaglia di Maratona (esteticamente scarno, ma estremamente suggestivo) ed al lago omonimo (simile al nostro Pertusillo). Sono le 14.00, il sole è un martello rovente, siamo alla ricerca di una sistemazione, morale in discesa. Un bel gelato, una bottiglia di acqua fredda, l'umore risale. Forza, si va verso la penisola Eubea! L'asfalto scorre rovente sotto le ruote, i motori soffrono sotto la calura, le gambe (che sbaglio i pantaloncini in moto) bruciano, la gola è arsa; no, non è un film dell'orrore, ma il 28 luglio, è stata probabilmente la giornata più calda che abbiamo trascorso in Grecia. Finalmente, come un miraggio, il mare. La voglia di fermarsi a fare il bagno è forte, ma quella di trovare la sistemazione prevale, e lo stoicismo del gruppo viene premiato; d'improvviso un cartello "camping Leonidas -sul mare". Via! Piantiamo le tende in un attimo e ci fiondiamo a mare; che bagno, ragazzi, e che meraviglioso relax dopo, sulla spiaggia! La serata trascorsa in allegria, nel paese di AGIOS KOSTANDINOS, davanti ad un numero imprecisato di spiedini (souvlaki), ad un fiume di birra alla spina che per portata avrebbe potuto rivaleggiare col Rio delle Amazzoni, ed a quantità industriali di greek salad (gente, ottima!). Bellissimi i negozietti del paese vicino, Vourla, fantastici i lungomare. La mattina del 29 luglio lasciamo con un pò di rammarico il campeggio ed affrontiamo il più lungo trasferimento del viaggio, alla volta di uno dei posti più suggestivi del mondo: le METEORE, antichi monasteri eretti su spaventosi pinnacoli di roccia. Il trasferimento non è stato molto interessante, ma l'arrivo a Kalambaka ci ha riservato delle gradite sorprese: il paesino bellissimo, il campeggio Filoxenia splendido! pulito, acqua calda a volontà, piscina gratis, acquascivolo, trampolino... tutto al prezzo di . 12.000 a persona! Ovviamente non ci siamo fatti pregare per tuffarci in piscina, divertendoci un mondo. Dopo pranzo, un'atmosfera carica di misticismo ci ha avvolto: si partiva per le meteore; una strada di montagna pericolosa perché senza protezioni ci ha portato in circa 15 km a fare il giro dei più bei monasteri (aperti dalle 08.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00): ROUSSANOU, VARLAAM, AGIOS STEFANOS, LA GRANDE METEORA (chiusa il martedì). Uno spettacolo emozionante. Da prestare attenzione all'abbigliamento pena il non ingresso. Il misticismo, evidentemente, fa venir fame, e quindi giù per la discesa alla ricerca di un ristorante. Il gruppo cominciava ad accusare la mancanza degli spaghetti; la nostra buona stella ha quindi messo sul nostro cammino il buon Alfio, Catanese, titolare del ristorante italiano "sottosopra", che ci ha fatto passare ogni voglia ad un prezzo accessibile. Serata piacevole, ma i monasteri avevano lasciato il segno: "andiamo di nuovo sopra!". Era quasi mezzanotte, ma il gruppo ha accettato entusiasticamente la proposta. Arrivati su, con qualche difficoltà per la strada che di giorno è impegnativa, ma di notte è spaventosa, abbiamo potuto osservare un panorama assolutamente unico nella sua suggestione, con tutta la pianura Attica illuminata da migliaia di luci. Durante la notte un violento acquazzone si è abbattuto sulla zona: alcune tende hanno retto, altre si sono letteralmente allagate (leggi Belforte-Fonseca). Al mattino, inventario dei danni: caschi bagnati, sacchi a pelo zuppi ecc. Comunque, abbondante colazione e via per l'ultima tappa, verso Igoumenitsa, l'imbarco, l'Italia. Ragazzi, 230 km di curve, controcurve, salite, montagne, radure, passi che sembravano alpini (il passo di Katara, a 1700 m), laghetti, natura rigogliosa. BRRRRRRRR!!!! Che gusto! Il tempo, minaccioso, ci ha comunque dato una mano, e siamo arrivati ad Igoumenitsa, dove abbiamo passato la serata facendo shopping, passeggiando, cenando abbondantemente (e ti pareva!). A nanna in albergo, economico ma piuttosto scomodo e caldo, in attesa dell'imbarco dell'indomani, per Brindisi, che è puntualmente avvenuto, riportando il gruppo sul patrio suolo.