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2° VIAGGIO BREVE - ALTO LAZIO

  • Bomarzo - il giardino dei mostri
  • La civita di Bagnoregio
  • Il lago di Nemi

La mattina del 1° maggio, alle ore 08.00 circa, ci siamo riuniti in 25 (!), 19 soci e 6 ospiti, a cavallo di 14 motociclette, presso il bar neroazzurro e, dopo un’abbondante colazione, nonostante la minaccia di pioggia, siamo partiti alla volta dell’alto Lazio. Notevole la presenza muliebre (ben 10 splendide centaure!), che ha conferito sicuramente quel tocco di eleganza e gaiezza in più. le nostre donne! Se non ci fossero… bisognerebbe inventarle! ( la frase è orribilmente fatta, ma meglio tenersele buone per le prossime occasioni…). Via dunque verso la basentana, con prima sosta a Potenza per un piccolo riposino, e poi di filato a Salerno, dove siamo entrati in autostrada, percorrendola fino a Capua, per evitare il traffico delle infinite viuzze campane. Da Capua in poi è cominciato il godimento: abbiamo infatti imboccato la SS 7, che da Capua porta fino a Terracina, passando per posti di assoluto valore paesaggistico, come Sessa Aurunca, Formia, Gaeta. A Terracina, poi, la prima chicca del viaggio: il tempio di Giove Anxur, posto su di un’altura che domina tutto il golfo di Terracina; che spettacolo meraviglioso! Molte fotografie, commenti entusiastici e tempo che però si è guastato definitivamente. Ha infatti cominciato a piovere, e la pioggia non ci ha poi mollato fino a destinazione. Poco male, visto che tutti eravamo equipaggiati alquanto bene, e quindi abbiamo percorso la SS 148 Pontina che, sempre sotto una pioggia battente, ci ha portato fino a Roma dove, dopo il classico incasinamento sul raccordo anulare, abbiamo imboccato la via Cassia, percorrendola fino a destinazione, il simpatico borgo di Fabrica di Roma, scritto con una sola B, che a dispetto del nome è in provincia di Viterbo, non senza perdere prima due componenti la spedizione. Molti penseranno: Danilo! Ebbene no, questa volta Danilo è stato Jonathan sul serio! Molti soci mi hanno riferito di averlo visto parecchie volte fermo sul ciglio della strada ad aspettare gli altri! Le due pecorelle smarrite, questa volta, sono state Enzo Mai ed Antonello Boccuni. Fortunatamente, dopo qualche peripezia (pare che siano arrivati fino al confine), li abbiamo visti arrivare, stanchi ma contenti di aver portato a termine la missione. L’hotel che ci ha ospitati, hotel FALISCO - tel 0761/569977, gestito dal signor Gigi, ci ha subito colpito per l’estrema pulizia ed ordine che lo contraddistingueva; le stanze accoglienti, il televisore in camera, la gentilezza del personale: pensate che hanno messo a nostra disposizione, per il ricovero notturno delle moto, il loro garage personale e quello di alcuni loro amici! Oltretutto il trattamento di mezza pensione, con cena e prima colazione, è venuto a costare £. 65000 a persona al giorno. Dopo aver preso possesso delle camere ed aver fatto una bella doccia, tutti giù per la cena. Ragazzi, tante risate quante non se ne sentivano da tempo! Ha cominciato Antonello Boccuni, il quale si è presentato in sala mensa con delle ciabatte di vellutino azzurro assolutamente deliziose, ed ha continuato Enzo Mai, che in quella sede ha profferito la frase del viaggi. Prima di citarla, però, vorrei sottolineare che, per quanto attiene la frase del viaggio, non c’è stata assolutamente storia: tutto quello che Enzo ha detto sarebbe stato degno di essere preso come modello. Bene, eccovi la frase, preceduta da un breve antefatto: Mino Cavallo gli ha prestato un paio di pantaloni impermeabili della Adidas; Enzo, durante la cena, rivolgendosi ai commensali ha detto: “Ragazzi, i pantaloni impermeabili che mi ha prestato Mino sono un capolavoooro! Nemmeno una goccia d’acqua…… DI FUORI! TUTTA INTRA!!! Si è scatenato il finimondo. In definitiva, è stata una serata di una tale piacevolezza che tutti siamo andati a nanna, dopo un brevissimo giretto per il paese, con un mondo di allegria e di serenità nel cuore. La mattina dopo, alle ore 09.00 in punto eravamo pronti per il primo itinerario cultural-naturalistico, e siamo quindi partiti alla volta di Caprarola, che dista da Fabrica solo 6 km., per andare a visitare uno dei più bei palazzi rinascimentali che vi siano in Italia: il PALAZZO FARNESE, dimora di Papi (biglietto d’ingresso £. 4000, minori ed ultrasessantenni gratis). Ragazzi, qualcosa di sconvolgente! Saloni enormi, affreschi, colonne, un giardino con giochi d’acqua assolutamente affascinante. Dopo aver goduto delle bellezze di Palazzo Farnese, ci siamo recati a vedere il lago di Vico, un piccolo gioiello incastonato fra le colline, riserva naturale circondato da boschi che sembrano quelli delle favole. Lì abbiamo fatto un piccolo spuntino e, dopo esserci dolcemente dondolati nelle mille curve offerte dalla strada che lo costeggia, ci siamo recati a Bagnaia, per visitare VILLA LANTE DELLA ROVERE (stesse condizioni di ingresso). Anche questa villa è assolutamente meravigliosa, anche se si può visitarne solo il giardino ed il parco; vale comunque la pena, in quanto vi sono fontane meravigliose, un giardino all’italiana come ce ne sono pochi ed un’aria mistica che coinvolge. Il tempo, anche se grigio, ci ha comunque dato una mano; non una goccia d’acqua in tutta la giornata. Tappa successiva Bomarzo, per visitare il famoso GIARDINO DEI MOSTRI, un giardino rinascimentale voluto dal principe Orsini, personalità depressa, stravagante e poco incline ai sentimenti amorosi. Il biglietto d’ingresso, essendo una struttura privata, è onestamente un po’ caro, 15000 per gli adulti e 13000 (!) per i bambini, ma il posto è davvero curioso, e in effetti vale la pena di vederlo. Sulla strada del ritorno ci siamo fermati a Viterbo, splendida città medievale, ricca di testimonianze e vestigia dell’antichità, facendo una bella passeggiata nel centro storico. Tornati in albergo, una bella doccia e poi a cena, per un’altra serata in allegria, con passeggiata e gelato serale. La domenica mattina, sveglia un po’ prima e partenza intorno alle 08.30, non prima di aver salutato il nostro ospite, l’albergatore, ed avergli detto che con ogni probabilità ci rivedrà; siamo infatti rimasti molto contenti del trattamento che ci ha riservato. Passati da Montefiascone, famosa per il suo vino d.o.c. EST! EST!! EST!!!, siamo andati a Bagnoregio, delizioso borgo medievale ed abbiamo visitato la CIVITA, un borgo posto su una collina calcarea, al quale si accede attraverso un lungo ponte, da percorrere rigorosamente a piedi, ormai praticamente abbandonato dalla popolazione (pare vivano lì ancora una ventina di persone), ma adornato balconcini fioriti, antiche case aperte alle visite, vecchi frantoi ed officine ormai in disuso ma splendide da visitare, piccole osterie dove gustare bruschette e vino buono. Un posto di una suggestione praticamente unica. Successiva ed ultima meta del viaggio, prima di intraprendere il ritorno, la famosissima Orvieto. Ragazzi, il duomo supera veramente le aspettative! E’ di un grandiosità che toglie il respiro, di una maestosità che intimorisce, di una bellezza che stordisce; il solo duomo vale il viaggio, anche se ad Orvieto vi sono altre cose da vedere, prima fra tutte il pozzo di S. Patrizio (ingresso £. 6000, gruppi min. 20 £. 4000). E’ un pozzo d’acqua scavato nel sottosuolo tufaceo di Orvieto, profondo circa 60 metri, nel quale si scende tramite una scala a chiocciola di ben 248 gradini, e dal quale si risale con un’altra scala a chiocciola scavata immediatamente sotto la prima, in modo da non intralciare il traffico (il pozzo fu scavato nel 1527, su progetto dell’architetto Antonio Sangallo il giovane e per ordine del Papa Clemente VII, che voleva la possibilità di approvigionare d’acqua la città in caso di assedio, le bestie da soma scendevano a caricare l’acqua e quindi potevano risalire senza incrociarsi). Dopo la visita al pozzo di S. Patrizio (a proposito, si chiama così perché assomiglia vagamente al baratro che dava accesso all’antro dove il Santo si raccoglieva in preghiera), tutti verso casa. È già finita? Ahimè,si, ma presto … Il viaggio di ritorno è stato leggermente disturbato da un traffico intensissimo e da una fastidiosa, anche se brevissima, pioggerella fangosa nei dintorni di Roma. A S. Vittore, poi, il vento l’ha fatta da padrone, con raffiche violentissime che hanno costretto alcuni a rallentare di molto l’andatura, ma tutto sommato, anche se un po’ tardi, intorno alla mezzanotte e mezza, tutti siamo felicemente rientrati presso le nostre case e le nostre famiglie, stanchi ma soddisfatti dell’esperienza fatta, pronti a scattare per la prossima.