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9° RAID SOCIALE - BENELUX

  • Passo Spluga
  • Confine Lussemburgo
  • Atomium
  • Artisti di strada Bruxxelles
  • Amsterdam a luci rosse!
  • Autostrada olandese
  • Asfluijdik, autostrada in mezzo al mare
  • Brema - il municipio
  • Brema - artisti di strada
  • Brema - i musicanti
  • Berlino - porta di Brandeburgo
  • Berlino - Piazzale degli eroi

Il nono raid della nostra storia ci vede lanciati alla scoperta del famoso BENELUX, formato dall'inizio del nome delle nazioni in oggetto, Belgio, Olanda e Lussemburgo. La prima tappa ci ha portato da Taranto a Bologna, dove il camping comunale ci ha accolto come tante volte ha già fatto. Giro serale per il bel centro di Bologna, e cena dal mitico ristorante "Il rosso"; il delizioso friggione, pietanza caratteristica di salsiccia, cipolla e spezie, ha allietato i nostri palati, insieme a tanto altro. Seconda tappa, Bologna Nancy, in territorio francese, col magnifico attraversamento della catena montuosa dei Vosgi. Unico inconveniente, la pioggia, che ci ha accompagnato a lungo, scatenandosi poi all'arrivo a Nancy quando, trovato posto nel campeggio, ci accingevamo a cucinare. E' stata una cena da Odissea. Da Nancy a Lussemburgo, dove abbiamo trovato un affittacamere gentile e abbastanza economico. Città del Lussemburgo è un bel posto, il centro è ricco di negozi e di verde, il castello e la cattedrale sono degni di nota. Piccolo giallo alla partenza della quarta tappa; la gomma posteriore del Supertenerè, cavalcatura di Aldo e Belinda, è sgonfia! Panico, e ricerca di un gommista; trovatolo con difficoltà, ci siamo resi conto che non era forata. Boh! Incontro su strada e presecuzione fino a Bruxelles, dove abbiamo trovato posto in un hotel della catena F1, vicino all'aeroporto. Bruxelles, sede del Parlamento europeo, è una bella città; il centro è elegante, la cattedrale molto bella, la famosa statua del Manneken pis è un pò deludente. Ottima la zona dei ristoranti etnici; abbiamo mangiato bene, ed a prezzo modico, in un ristorante vietnamita. Discorso a parte per i dintorni; freddo ma suggestivo l'Atomium, simbolo della città, e caldo e ricco di storia il sito di Waterloo, luogo della definitiva sconfitta di Napoleone Bonaparte. Il tumulo col leone bronzeo che lo sovrasta dà veramente un tuffo al cuore, per chi sa anche poco di chi fosse Napoleone. Personalmente ho provato brividi profondi. Quinta tappa, verso Amsterdam; devo dire, ma è un parere del tutto personale, che non mi piace granchè, forse per l'eccessiva trasgressione che si respira ad ogni angolo di strada, dallo spinello di stato ai quartieri a luci rosse. Belli invece i musei di Van Gogh e di Rembrandt, che da soli probabilmente valgono il viaggio. Usciamo dall'Olanda e puntiamo verso la Germania, non senza attraversare l'impronunciabile Afsluitdijk, autostrada (gratuita) protesa nel mare del nord; un posto davvero unico che desideravamo fortemente vedere. L'impatto è devastante; una lingua di terra letteralmente rubata al mare, lunga circa 30 km e larga pochi metri, testimone dell'immenso ingegno umano. Ancora una manciata di km ed ecco Brema, una città sorprendente, con un centro storico magnifico, col palazzo del municipio (Rathaus) in stile gotico, con l'antica cattedrale adiacente e con la stuatua dell'Orlando che troneggia in piazza. Bellissima, davvero, come i vicoletti della città vechia, a due passi dalla piazza principale. Immancabili le raffigurazioni dei famosi ed omonimi musicanti, dalla famosa fiaba dei fratelli Grimm.
Da Brema a Berlino, città che riserva grandi sorprese a chi non la conosca; io stesso, che l'avevo visitata quando ancora esisteva il muro, non immaginavo che al di qua della porta di Brandeburgo vi fossero tante cose belle. Alloggiamento all'ETAP hotel, e due giorni vissuti alla grande, visitando l'Alexanderplatz con l'orologio atomico, lo zoo famosissimo, varie chiese una più bella dell'altra, la porta di Brandeburgo, la cattedrale, i giardini pubblici, il viale Carlo Marx. Shopping in un mercatino gigantesco (per pochi euro ho acquistato un piccolo pezzo del muro), nei pressi del maestoso palazzo del municipio, e pranzo in ristorante argentino. Molto soddisfacente. Si comincia a pensare a casa, ma siamo vicini a Pleystein, luogo scoperto per caso lo scorso anno, al ritorno dal raid verso le Republiche Baltiche; facciamoci un salto. Stesse camere linde e pinte, stesso prezzo per la stanza (26 euro), stessa abbondante ed economica cena ma... Derrick, o meglio il suo sosia, padrone dell'albergo, non si è visto. Grande piacevolezza la passeggiata seral-notturna al castello ed al laghetto dei cigni, con consumazione al baretto nella piazza. Via che si torna a casa; da Pleystein ad Ora, vicino Trento, a far visita agli amici della pensione Flora, conosciuti al ritorno da Caponord. Bella cena e presto a nanna, perchè abbiamo deciso di anticipare il rientro di un giorno, facendo tappa unica fino a Taranto. Il gruppo è perciò rientrato alla spicciolata, per vari motivi, ma tenendosi in contatto per accertarsi di essere tutti felicemente a casa. Così è stato; gli AMIIICI! cominciano a pensare al decimo raid. Ed io con loro.