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11° RAID SOCIALE - TURCHIA

  • Biblioteca di Efeso
  • Pamukkale
  • Verso Konya
  • Goreme di notte
  • Goreme - mongolfiere all'alba
  • Unica chiesa trovata!
  • Derinkuyu, città sotterranea
  • Cappadocia
  • Etnica
  • Castello di Urgup
  • Camini delle fate
  • Camini delle fate
  • Nel cuore della Cappadocia
  • Museo all'aria aperta
  • Sulla vetta del Nemrut Dagi
  • Nemrut Dagi, tomba del re Antioco
  • E' una strada statale!
  • Anche questa!
  • Distributore supertecnologico
  • Panorami mozzafiato
  • Verso Kemalhye
  • Monastero di Sumela
  • Sumela
  • Distributore amico
  • Istanbul - Granbazar
  • Istanbul - basilica di santa Sofia
  • Istanbul - Topkapy
  • Girasoli verso casa

Sono già stato due volte in Turchia, ma questa volta finalmente sono riuscito a cogliere appieno l’essenza di questa terra bellissima e, per certi versi, sensuale. Qui si fondono profumi mediterranei ed orientali, etnie diverse ed a volte in contrasto, donne bellissime con grandi occhi neri, donne velate ed indistinguibili perché travisate dai costumi islamici, insomma un coacervo di emozioni e sensazioni che mi ha davvero esaltato, ed a volte un po’ stordito. Come l’ospitalità della gente, cordiale e disponibile ma mai invadente. Un viaggio da ripetere, dunque. L’arrivo in Turchia e lo sbarco dalla nave, nel porto di Cesme sono sempre un po’ laboriosi, come i controlli doganali, che in media portano via un’oretta. Ma eccoci in terra turca: Nicola, Piero, Pinuccio, Ulisse ed io.
Subito il primo tè di una lunga serie, una costante che ci accompagnerà lungo tutto il viaggio. I turchi, dicevamo, sempre pronti in qualsiasi momento ad offrirti un bicchiere di tè senza chiedere nulla in cambio. L’avventura comincia dunque, su una bella autostrada nuova ed a basso costo; in effetti l’unica sorpresa negativa ci è venuta dal carburante: mai meno di 1,70 euro al litro! Contrasto stridente con tutto il resto, decisamente a buon mercato. Hotel di fortuna cercato nella notte, Oba Hotel, 12 euro per una stanza decisamente fatiscente; ma si sa, l’emergenza… buona la cena, oltre che abbondante, per 9 euro. 20 luglio, partenza per Efeso, per visitare il magnifico sito archeologico. Bellissimo ed interessante (foto nei link). Proseguimento ed arrivo a Pamukkale, per visitare la cascata pietrificata, non prima di esserci sistemati in albergo, 12 euro per una stanza con aria condizionata, bella e con uso di piscina… Pamukkale è davvero impressionante; sembra un paesaggio innevato, e regala al tramonto delle suggestioni notevoli, come potrete vedere nelle foto. Pamukkale, che in turco significa "castello di cotone", è un sito naturale. L'antica città di Hierapolis venne costruita sulla sommità del bianco castello che copre un'area di 2700 metri di lunghezza e 160 d'altezza. Può essere visto da grande distanza, perfino quando ci si trova sul lato opposto della vallata, a circa 20 Km dalla città di Denizli. Pamukkale si trova nella regione interna Egea, nella valle del fiume Menderes, che crea un clima temperato per buona parte dell'anno.
I movimenti tettonici non solo hanno causato frequenti terremoti, ma hanno anche permesso la nascita di numerose fonti termali, ed è proprio l'acqua che sgorgata da queste fonti con il suo contenuto minerale, in particolare di gesso, che creò Pamukkale. A parte una piccola quantità di materiale radioattivo, l'acqua contiene grandi quantità di carbonato di idrogeno e calcio, che rende le piogge ricche di bicarbonato di calcio. Questi fenomeni atmosferici lasciano spessi strati bianchi di calcare e travertino lungo il pendio della montagna, rendendo l'area simile ad una fortezza di cotone o di cascate di ghiaccio.
21 luglio, partenza per Konia, sotto un sole feroce (in alcuni punti il mio termo da polso ha segnato 52 gradi!); nonostante ciò ci siamo avvantaggiati sulla tabella di marcia, proseguendo fino a Goreme, il centro della Cappadocia, per avere un giorno di vantaggio; mai decisione fu più saggia, come vedremo…
Goreme è un posto fuori dal mondo; ci siamo sistemati presso il camping Panorama, 6 euro a notte, in posizione magnifica. Grandi foto notturne e spaghettata serale con ospite Ahmid, il titolare del campeggio, che ha molto apprezzato. 22 luglio, vengo svegliato all’alba da un soffio potente; ma cosa sarà mai? Esco dalla tenda e vedo una cosa che difficilmente dimenticherò: la valle di Goreme punteggiata da tante mongolfiere in volo; ho scattato delle foto davvero belle. Partiamo per il giro della Cappadocia, per un itinerario che ci ha visto visitare tutti i più bei luoghi: dalla città sotterranea di Derinkuyu (8 piani sottoterra!), allo sperduto borgo di Doganli, al monastero di Sahinefendi scavato nella roccia, al paesino di Mustafakemalpasa con le facciate delle case scolpite, fino alla valle di Zelve, coi suoi eccezionali camini delle fate; spettacoli unici al mondo e di grande impatto emotivo. Last, but not least, il museo all’aperto di Goreme. Che giornata!
23 luglio, saluto ad Ahmid, bel personaggio, e partenza per la tappa mistica: il Nemrut Dagi, montagna misteriosa dove pare ci sia la tomba di re Antioco I, vecchia di circa 2000 anni. Stratosferica la strada per raggiungere il sito, ed ottima sistemazione in albergo, 15 euro con uso di piscina. Salita serale al Nemrut per Nicola, Piero e me, con scarpinata mostruosa fino alla vetta, dove è certo che si gusta un panorama a dir poco spettacolare, e si respira un’aria particolare, con le grandi statue, fra cui quella del re Antioco, di Ercole e del dio Apollo, che sembrano guardarti severe. Tramonto indimenticabile con vista lontana sul Tigri e l’Eufrate. L’impresa sarà ripetuta il mattino dopo da Pinuccio ed Ulisse. È il 24 luglio, e partiamo quindi per Trebisonda, con visita in itinere del magnifico ed irripetibile monastero di Sumela. Qui si è rivelato fondamentale il giorno di anticipo che avevamo guadagnato. Il primo tratto dell’itinerario, che comunque è una strada statale, è un insidioso sterrato in mezzo ai monti, che ci ha molto esaltato, ma anche preoccupato un po’. Una volta riguadagnato l’asfalto, la situazione non è migliorata di molto; liquido e viscido, faceva paura solo a guardarlo. I tempi si sono così dilatati, complice la bellezza struggente del paesaggio ed i lunghi tratti di sterrato e la totale mancanza di carburante (ricorderò per sempre il vecchio turco che ci ha rifornito con una brocca di latta dai fusti del suo anacronistico distributore, foto nei link). Quindi, fra un passo di montagna ed un lago verdissimo che ci compariva improvviso davanti, lunghi fiumi tranquilli che si insinuavano in gole strettissime, enormi galleria scavate a mano nella roccia(!), abbiamo dovuto fare tappa a Kemalhye, un paesino stretto fra i monti, con una vista a dir poco strepitosa. Hotel magnifico e comodo, per 16 euro compresa prima colazione, e spaghettata serale mostruosa. 25 luglio, Trebisonda ci attende e non possiamo farla aspettare oltre; commoventi i ragazzi dell’hotel, che sono andati apposta a prendere latte e biscotti visto che era quello che noi desideravamo. Ci hanno anche regalato due copie del Corano (opera di proselitismo?). strada statale discreta, ma anche oggi con lunghi tratti di sterrato (facile) fino ad arrivare a Macka, da cui parte la deviazione per il monastero di Sumela. Finalmente un po’ di asfalto decente. State tranquilli che ne abbiamo abbondantemente approfittato…
Il monastero merita un discorso a parte; è una cosa davvero fuori misura! Scarpinata non indifferente per arrivarci, ma merita davvero, scavato completamente nella roccia, grandissimo ed affrescato in maniera sublime; è da vedere e vale il viaggio, credetemi.
Il monastero si trova Nel Parco Nazionale di Altindere, è stato costruito nel del XIV secolo ed è situato su di una roccia, in una valle di fronte a una gola profonda 270 metri, ad un'altitudine di 1300 metri. Questa chiesa con all'interno le antiche abitazioni dei monaci, è ricoperta dentro e fuori di bellissimi affreschi risalenti ai XIV e XVIII secolo.
Dopo la suggestiva visita, quindi, prosecuzione per Trebisonda, che per questa volta non fa parte del nostro calendario di visite, e quindi abbiamo deciso di proseguire per un po’, fino ad arrivare alla bella cittadina di Besikduzu, dove abbiamo incontrato l’amico Jaja, motociclista in sella ad una R6 con le tele delle gomme a vista! Grandi risate alla mia frase: “lasciatelo stare…” non appena si è avvicinato, vedendo Piero e Nicola già pronti… Si è rivelato un ottimo amico, ci ha fatto trovare sistemazione presso il Bestt Hotel, aria condizionata per sfuggire al caldo umido davvero opprimente proprio delle città di mare (Taranto docet), a 16 euro prima colazione compresa! Ci ha offerto il tè e ci è venuto anche a trovare in stanza dopo cena. Un personaggio da ricordare. Comincia l’avvicinamento a casa, costeggiando il Mar Nero per oltre 700 chilometri, passando da Sinop (…) fino a giungere ad Istanbul, gigantesca, magnifica e caotica e che meriterebbe un racconto a parte. Personalmente, preferendo le atmosfere rarefatte ed i silenzi delle grandi estensioni, non la amo molto; riconosco che è una città affascinante, provocante, stimolante, immensa: per tutte la basilica di Santa Sofia, La Moschea blu, il Topkapj ed il grandissimo bazar. Veloce trasferimento attraverso la Grecia e traghetto verso casa.
I movimenti tettonici non solo hanno causato frequenti terremoti, ma hanno anche permesso la nascita di numerose fonti termali, ed è proprio l'acqua che sgorgata da queste fonti con il suo contenuto minerale, in particolare di gesso, che creò Pamukkale. A parte una piccola quantità di materiale radioattivo, l'acqua contiene grandi quantità di carbonato di idrogeno e calcio, che rende le piogge ricche di bicarbonato di calcio. Questi fenomeni atmosferici lasciano spessi strati bianchi di calcare e travertino lungo il pendio della montagna, rendendo l'area simile ad una fortezza di cotone o di cascate di ghiaccio.
21 luglio, partenza per Konia, sotto un sole feroce (in alcuni punti il mio termo da polso ha segnato 52 gradi!); nonostante ciò ci siamo avvantaggiati sulla tabella di marcia, proseguendo fino a Goreme, il centro della Cappadocia, per avere un giorno di vantaggio; mai decisione fu più saggia, come vedremo…
Goreme è un posto fuori dal mondo; ci siamo sistemati presso il camping Panorama, 6 euro a notte, in posizione magnifica. Grandi foto notturne e spaghettata serale con ospite Ahmid, il titolare del campeggio, che ha molto apprezzato. 22 luglio, vengo svegliato all’alba da un soffio potente; ma cosa sarà mai? Esco dalla tenda e vedo una cosa che difficilmente dimenticherò: la valle di Goreme punteggiata da tante mongolfiere in volo; ho scattato delle foto davvero belle. Partiamo per il giro della Cappadocia, per un itinerario che ci ha visto visitare tutti i più bei luoghi: dalla città sotterranea di Derinkuyu (8 piani sottoterra!), allo sperduto borgo di Doganli, al monastero di Sahinefendi scavato nella roccia, al paesino di Mustafakemalpasa con le facciate delle case scolpite, fino alla valle di Zelve, coi suoi eccezionali camini delle fate; spettacoli unici al mondo e di grande impatto emotivo. Last, but not least, il museo all’aperto di Goreme. Che giornata!
23 luglio, saluto ad Ahmid, bel personaggio, e partenza per la tappa mistica: il Nemrut Dagi, montagna misteriosa dove pare ci sia la tomba di re Antioco I, vecchia di circa 2000 anni. Stratosferica la strada per raggiungere il sito, ed ottima sistemazione in albergo, 15 euro con uso di piscina. Salita serale al Nemrut per Nicola, Piero e me, con scarpinata mostruosa fino alla vetta, dove è certo che si gusta un panorama a dir poco spettacolare, e si respira un’aria particolare, con le grandi statue, fra cui quella del re Antioco, di Ercole e del dio Apollo, che sembrano guardarti severe. Tramonto indimenticabile con vista lontana sul Tigri e l’Eufrate. L’impresa sarà ripetuta il mattino dopo da Pinuccio ed Ulisse. È il 24 luglio, e partiamo quindi per Trebisonda, con visita in itinere del magnifico ed irripetibile monastero di Sumela. Qui si è rivelato fondamentale il giorno di anticipo che avevamo guadagnato. Il primo tratto dell’itinerario, che comunque è una strada statale, è un insidioso sterrato in mezzo ai monti, che ci ha molto esaltato, ma anche preoccupato un po’. Una volta riguadagnato l’asfalto, la situazione non è migliorata di molto; liquido e viscido, faceva paura solo a guardarlo. I tempi si sono così dilatati, complice la bellezza struggente del paesaggio ed i lunghi tratti di sterrato e la totale mancanza di carburante (ricorderò per sempre il vecchio turco che ci ha rifornito con una brocca di latta dai fusti del suo anacronistico distributore, foto nei link). Quindi, fra un passo di montagna ed un lago verdissimo che ci compariva improvviso davanti, lunghi fiumi tranquilli che si insinuavano in gole strettissime, enormi galleria scavate a mano nella roccia(!), abbiamo dovuto fare tappa a Kemalhye, un paesino stretto fra i monti, con una vista a dir poco strepitosa. Hotel magnifico e comodo, per 16 euro compresa prima colazione, e spaghettata serale mostruosa. 25 luglio, Trebisonda ci attende e non possiamo farla aspettare oltre; commoventi i ragazzi dell’hotel, che sono andati apposta a prendere latte e biscotti visto che era quello che noi desideravamo. Ci hanno anche regalato due copie del Corano (opera di proselitismo?). strada statale discreta, ma anche oggi con lunghi tratti di sterrato (facile) fino ad arrivare a Macka, da cui parte la deviazione per il monastero di Sumela. Finalmente un po’ di asfalto decente. State tranquilli che ne abbiamo abbondantemente approfittato…
Il monastero merita un discorso a parte; è una cosa davvero fuori misura! Scarpinata non indifferente per arrivarci, ma merita davvero, scavato completamente nella roccia, grandissimo ed affrescato in maniera sublime; è da vedere e vale il viaggio, credetemi.
Il monastero si trova Nel Parco Nazionale di Altindere, è stato costruito nel del XIV secolo ed è situato su di una roccia, in una valle di fronte a una gola profonda 270 metri, ad un'altitudine di 1300 metri. Questa chiesa con all'interno le antiche abitazioni dei monaci, è ricoperta dentro e fuori di bellissimi affreschi risalenti ai XIV e XVIII secolo.
Dopo la suggestiva visita, quindi, prosecuzione per Trebisonda, che per questa volta non fa parte del nostro calendario di visite, e quindi abbiamo deciso di proseguire per un po’, fino ad arrivare alla bella cittadina di Besikduzu, dove abbiamo incontrato l’amico Jaja, motociclista in sella ad una R6 con le tele delle gomme a vista! Grandi risate alla mia frase: “lasciatelo stare…” non appena si è avvicinato, vedendo Piero e Nicola già pronti… Si è rivelato un ottimo amico, ci ha fatto trovare sistemazione presso il Bestt Hotel, aria condizionata per sfuggire al caldo umido davvero opprimente proprio delle città di mare (Taranto docet), a 16 euro prima colazione compresa! Ci ha offerto il tè e ci è venuto anche a trovare in stanza dopo cena. Un personaggio da ricordare. Comincia l’avvicinamento a casa, costeggiando il Mar Nero per oltre 700 chilometri, passando da Sinop (…) fino a giungere ad Istanbul, gigantesca, magnifica e caotica e che meriterebbe un racconto a parte. Personalmente, preferendo le atmosfere rarefatte ed i silenzi delle grandi estensioni, non la amo molto; riconosco che è una città affascinante, provocante, stimolante, immensa: per tutte la basilica di Santa Sofia, La Moschea blu, il Topkapj ed il grandissimo bazar. Veloce trasferimento attraverso la Grecia e traghetto verso casa.