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14° RAID SOCIALE - ESTEUROPEO BALCANICO

  • Bocche di Cattaro
  • Santuario Maria dello scalpello
  • Podgorica
  • Verso la Bosnia
  • Tara canyon
  • Confine
  • Sarajevo - Baskarzjia
  • Belgrado
  • Belgrado - parco Kamelegdan
  • Belgrado - Skandarljia
  • Verso la Romania
  • Giove nella roccia
  • Transilvania
  • Bran - il castello di Dracula
  • Interno del castello
  • Autoctoni
  • Ingresso a Bucarest
  • Parlamento, palazzo più grande al mondo dopo il Pentagono
  • Bucarest by night
  • Confine bulgaro
  • Antenna tv Sofia (1550 mslm)
  • La discesa
  • Skopje - il bazar
  • Skopje - Casa di Madre Teresa di Calcutta
  • Grecia - le Meteore

Anche questo in archivio, anche questo bellissimo, anche questo in grande compagnia. Il confronto con usi e costumi diversi dai nostri è stato magnifico, in ogni stato che abbiamo attraversato (e sono stati 8!). Partenza domenica 7 agosto da Bari, con le solite noiose formalità di imbarco; notte tranquilla e tutto sommato comoda, e sbarco in Croazia. Veloce cavalcata, attraverso le bocche di Cattaro (sensazionali), fino a Podgorica, capitale del Montenegro (in foto 1, il ponte del millennio). Città non bellissima, ma il passeggio serale… Podgorica Sarajevo, città ferita dalla guerra, ma decisa a riprendere il suo ruolo di capitale, con il bellissimo quartiere vecchio, forse il posto più bello che abbiamo visto (in foto 2 il ponte dell’attentato che scatenò la prima guerra mondiale). Terza tappa, Sarajevo Belgrado; la capitale della Serbia, grande città europea, è davvero bella, come la sua fauna (…). Abbiamo girato in lungo e in largo a piedi, complice la centralità dell’albergo in cui alloggiavamo. Un episodio caratteristico, prima di arrivare in città; caldo tremendo, e venditori di anguria disseminati lungo la strada. Ci fermiamo da un simpatico vecchietto che, una volta capito che non avevamo valuta locale, ci ha regalato una splendida anguria, che abbiamo giustiziato sul posto (foto 3, era freschissima!). Tornando alla città, Belgrado è piena di bei monumenti e carica di storia. Due i giorni ivi trascorsi, e poi via per il tappone che ci avrebbe portato in Romania, a Bran, dove c’è il tenebroso castello di Dracula (in realtà non è quello vero, ma quello che ha ispirato la leggenda). I monti Carpazi, soprattutto in Transilvania, sono qualcosa di unico; il paesaggio è bellissimo ed evocativo. Alloggio nell’accogliente pensione din Bran, a costo davvero basso, e visita del castello nella mattinata successiva (foto 4). Partenza successiva per Bucarest, capitale della Romania; la città è grande, ricca di monumenti, ma sinceramente non ci ha entusiasmato; grandioso il palazzo del parlamento, l’ultima follia del dittatore Ciaucescu, costruito nei primi anni 80 e secondo edificio al mondo per  grandezza, dopo il Pentagono. In compenso, l’albergo dove abbiamo alloggiato era ottimo. Da Bucarest a Sofia, capitale della Bulgaria, la più antica d’Europa dopo Atene e Roma. Anche qui molti grandi monumenti e storia, ma un’aria di povertà che sinceramente ci ha messo un attimo a disagio. Grande però l’arricchimento interiore che le ultime due capitali ci hanno dato, facendoci vedere la differenza di cultura, di usi e di costumi che c’è rispetto al nostro modo di intendere la vita e la società. Da Sofia quindi a Skopje, capitale della Macedonia, una grande città che risente fortemente dell’arretratezza culturale che viene portata dalle guerre. La città è in grande ricostruzione, il centro storico è vecchio e fatiscente, il bazaar, da molti considerato il più grande d’Europa, è per noi scioccante, ma interessante, soprattutto nel vedere come la gente del posto si trovi a proprio agio. Carina la zona pedonale, con negozi ben forniti, e suggestiva la casa natale di Madre Teresa di Calcutta, con una bella statua bronzea sul davanti. Altro tappone, da Skopje a kalambaka, dove abbiamo visitato le straordinarie meteore, monasteri ortodossi costruiti con immani sforzi su improponibili pinnacoli di roccia. Uno per tutti la grande meteora, uno spettacolo davvero difficile da dimenticare. Provare per credere. Ultima tappa, da Kalambaka ad igoumenitsa, un itinerario pazzesco fra le montagne di 220 km, che purtroppo non abbiamo potuto gustare appieno per la chiusura del passo di Katara, che ci ha costretto a prendere la nuova e comoda autostrada, di recente costruita, ancora per poco gratuita, e molto comoda, in verità. Ci siamo sbrigati presto, dunque, ed abbiamo approfittato per un bagno in mare, molto ristoratore, in un campeggio che conoscevo a 6 km da Igoumenitsa; 4 euro per fruire dei servizi, grande bagno e poi cena conclusiva al porto, a base di greek salade, moussaka, tzaziki e chi più ne ha…


Il ritorno è stato spaventoso; la nave,  una carretta mostruosa, piena all’inverosimile, è arrivata con circa un’ora di ritardo; non vale la pena spendere altre parole per questo, ma è importante sottolineare come questo viaggio sia stato importante sia sotto il profilo motociclistico (grande varietà di strade e situazioni) che sotto quello culturale; ricordiamo che le due cose non devono mai essere disgiunte… al prossimo raid. Priore.