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2° RAID SOCIALE - CORSICA

  • Ajaccio
  • Bagno nel fiume Fango (limpidissimo)
  • I calanchi di Piana
  • Deserto Agriates
  • Dolmen di Filitosa
  • Verso Bonifacio

La partenza per il viaggio estivo è ormai per Birota una bella consuetudine, tenuto presente che esso si svolge all’estero, per dare modo ai partecipanti di confrontarsi con usi, costumi e culture diverse. Certo, un moto di meraviglia è normale, quando all’appuntamento si presentano 14 (!) persone, a bordo di 10 motociclette stracariche, pronte ad affrontare un viaggio che comunque si prevede supererà la percorrenza di 3000 km! Comunque, la mattina del 21 luglio ci siamo radunati di buon’ora presso il neroazzurro, sede storica di Birota, partendo poi con sollecitudine alla volta di Piombino dove il giorno dopo un traghetto ci avrebbe portato in Corsica, territorio francese.
Il viaggio non è stato molto agevole, il caldo era terribile, molte le soste, motori roventi, ma morale alle stelle… ragazzi, si va in Corsica! E non finisce lì! C’è anche la puntatina in Sardegna, e poi chissà!
Bene, arrivati a Piombino, abbiamo trovato sistemazione nelle vicinanze, e precisamente a Follonica, dove abbiamo potuto riscontrare l’elevato costo dei campeggi (circa 27000 a persona), e fortunatamente la tranquillità della cittadina toscana, dal simpatico lungomare.
La mattina successiva, imbarco per Bastia; essa è vicina, nemmeno 4 ore di traversata, ed eccoci quindi in suolo Francese. Una cosa va subito chiarita: i Corsi mal sopportano la parola “Francese”: in loro vi è un forte spirito indipendentista, tant’è che addirittura, parlando con un abitante di Bastia, e complimentandoci con lui per la vittoria della Francia ai mondiali di calcio appena svolti, ci siamo sentiti rispondere, in perfetto Italiano (praticamente tutti lo parlano, essendo stata la Corsica territorio Italiano fino alla prima metà del XVIII secolo): “appunto, è la Francia che ha vinto, cosa volete che importi a noi!”. Detto questo, abbiamo subito trovato sistemazione in campeggio: circa 6 km fuori Bastia, sulla sinistra, vi è il campeggio “l’orangerìe”: è piccolo, ma pulito e la proprietaria è una persona simpatica, amante dell’Italia e degli Italiani (calmi birotiani, ha almeno 60 anni!). La sorpresa più bella della Corsica è proprio quella che ci è stata riservata dai campeggi: poca burocrazia, persone gentili e soprattutto… costi limitatissimi! Non abbiamo mai pagato più di 15000 a persona. Per il resto, tutto è più caro che in Italia (benzina 1950/lt., pasto medio in ristorante 60000, frutta a non meno di 6000/kg, Magnum algida 4500), anche per il cambio svantaggioso fra le nostre monete ( 1 franco = 300 lire circa). Tornando al campeggio, ci siamo sistemati, un meraviglioso bagno nel mare di smeraldo e poi via per un giro turistico a Bastia. Ragazzi, la Corsica è un angolo di paradiso, ma a Bastia non c’è molto da vedere; è la classica città portuale, con veramente poche attrattive. C’è poi da fare molta attenzione ai furti, problema che è meno sentito nelle zone interne. Il 23 luglio ci ha visto affrontare il giro del “dito”, la parte nord dell’isola, fino ad arrivare ad I’lle rousse. Panorami da mozzare il fiato, paesini minuscoli arroccati su speroni di roccia a strapiombo sul mare, cangiante di tutti i colori che sicuramente si vedono in paradiso… indimenticabile! La spiaggia nera di Nonza, i paesini di Tollara e Barcaggio (nelle viuzze del centro siamo passati a stento con le moto!), e la spiaggia di Saleccia, sbocco al mare del deserto dell’Agriates (ebbene sì, in Corsica c’è uno splendido deserto di pietra), un posto assolutamente unico, una spiaggia lunga chilometri, con sabbia bianca, alberi curvati dal vento ed un mare da brivido per un bagno da sogno. Unica controindicazione, la strada per arrivarci: una pietraia di circa 13 km, in alcuni punti molto impegnativa, ma non impossibile, per le moto stradali. Ad I’lle rousse sistemazione in campeggio e cena. Qui Ernesto ha guadagnato il suo soprannome “ il ranger”, dovuto al fatto che è dotato di un’attrezzatura mostruosa: non gli manca proprio nulla! Dai tegami ai fornelli, dai seggiolini alle posate, dalle lampade all’amaca. Eccezionale!!! D’altro canto il suo California EV era la moto più carica ( e forse anche la più bella).
La seconda tappa ci ha portato da I’lle rousse a Porto: abbiamo pertanto terminato il giro del dito, visitato la cittadina medievale di Calvi (bellissima), proseguito su stradine a strapiombo sul mare senza alcuna protezione, tali da mettere veramente i brividi, visto dei panorami incomparabili, ove a volte era possibile, guardando verso l’orizzonte, vedere anche dieci ordini di montagne che si intersecano. Abbiamo anche preso un bagno meraviglioso nel fiume Fango che, ad onta del nome, ha delle acque limpidissime. Il momento più bello della giornata è stato comunque quando, arrivati a Porto, ridente e graziosa cittadina sul mare, ci siamo sistemati in campeggio (camping sole e vista, lo si trova sulla strada, pulito ed economico) e poi abbiamo proseguito verso Piana, località posta a circa 7 km, ove sono i famosi calanchi, enormi rocce verticali dall’aspetto misterioso e solenne, che hanno la particolarità, al tramonto, di colorarsi di un rosso intenso, dovuto ai riflessi del sole calante; siamo rimasti lì fino a quando il sole non è andato via, scattando decine di fotografie, ammutoliti da questa ulteriore dimostrazione della bellezza del creato, della potenza della natura. Il giorno dopo, da Porto ad Ajaccio, capoluogo della Corsica e città natale del grande Napoleone Bonaparte , attraverso un itinerario interno fatto di stradine, di enormi costoni rocciosi che pareva volessero inghiottirci, di decine di curve invitanti e ben pavimentate. Ajaccio è veramente bella; vale la pena di fare una puntatina alla torre, seguendo la litoranea (dista circa 7 km), per vedere le isole sanguinarie dette così perché anch’esse, al tramonto, prendono uno strano colore rosso, per poi visitare il centro storico, permeato di storia e di gloria. Pensate che Napoleone è stato sicuramente uno dei personaggi più grandi della storia, pertanto è quasi obbligatorio visitare la sua casa natale (ingresso 15 franchi, 4500 lire), e poi recarsi a piazza Austerliz, dove è il monumento in suo onore (molto suggestivo), e dove abbiamo fatto una splendida foto di gruppo col nostro ormai mitico striscione al seguito.
Tappa successiva, da Ajaccio a Bonifacio, dove ci aspettava la deviazione in Sardegna; giornata di sole e di mare, con visita al villaggio preistorico di Filitosa, suggestivo e misterioso, a tratti anche un po’ inquietante. Bonifacio ci ha accolto con le sue bianche scogliere, che nulla hanno da invidiare a quelle di Dover, sul canale della Manica (chi scrive le ha viste), alte, maestose e lambite da un mare puro come un’educanda (…). A Bonifacio, peraltro, è venuta fuori l’ormai famosa “frase del viaggio”, pronunciata da Michelangelo, il cui soprannome ufficiale è “desert storm”, in virtù del suo sofferto attraversamento del deserto dell’Agriates, ai danni di Giulio “anfet”, soprannome dovuto alla sua estrema vitalità. – Giulio- dice Michelangelo – secondo me il tuo problema è che tu non vai d’accordo con te stesso! – risate a non finire. Eccoci comunque sul traghetto che ci porterà a S. Teresa di Gallura, in costa Smeralda.
Lì abbiamo incontrato Stefano che, insieme a Simona, era in vacanza in quei luoghi. I due ci hanno fatto da Cicerone, portandoci a vedere la splendida, ma asettica Porto Cervo, coi suoi Yacht da 50 metri, i suoi sceicchi, il jet-set internazionale in bella mostra. Bella passeggiata, comunque, e serata finita in allegria presso il camping “isuledda” di Canigioni, dove abbiamo passato la notte(?). Il giorno dopo, il gruppo si è momentaneamente diviso: parte ha optato per un’escursione in barca, parte per una visita ai cosiddetti “monti della luna”, una vallata disseminata di enormi monoliti che le danno appunto un aspetto vagamente lunare. Molto bello.
Ricongiungimento nel pomeriggio, saluti e baci a Stefano e Simona, con la promessa di rivedersi presto, e via sul traghetto che ci ha riportato a Bonifacio, che abbiamo visitato addentrandoci nei suoi tranquilli vicoli, pieni di piccole e caratteristiche osterie, alcune addirittura provviste di due soli tavoli. Bellissimo!
Quinta tappa, Bonifacio Corte. La Parte orientale dell’isola, pur essendo comunque bella, non è panoramica come quella occidentale, ma che strade! Curve, controcurve, chican… ehm! Doppie curve… divertentissimo. Corte è la capitale morale dell’isola, patria di Pasquale Paoli, il generale che tentò, a prezzo della sua stessa vita, di rendere indipendente la Corsica. La cittadina, posta in altura, in posizione piacevole e climatica, lo ricorda infatti praticamente ad ogni angolo. Ci siamo sistemati nel camping “l’alivetu”, posto piacevole e silenzioso, e la sera tutti in piazza per una bella cenetta in una trattoria caratteristica. A nanna presto perché l’indomani ci aspettava un’escursione piuttosto impegnativa, nelle gole della Restonica . Il giorno dopo, infatti, abbiamo risalito in moto le gole fino al posteggio, e poi ci siamo avventurati a piedi verso i laghetti alpini, non senza prima aver soccorso Russel che, evidentemente non abituato a fare il passeggero, non è riuscito a saltare in tempo dalla moto di Giulio (anfet), da lui (Giulio) posteggiata in maniera impossibile in un punto a pendenza 466% e quindi ribaltatasi, ed è rimasto col piedino sotto il mezzo. Fortunatamente, grossa paura, piede “da marina”, per dirla alla Fantozzi, Russel forzatamente a riposo pur riuscendo a terminare il viaggio grazie anche alle pronte cure di Milord, e avanti così. Tornando ai laghetti alpini, è da dire che sono fantastici! C’è da scarpare un bel po’ per arrivarci, ma lo spettacolo ripaga abbondantemente delle fatiche da affrontare . Il fatto che la Corsica sia chiamata anche “la montagna in mezzo al mare” è assolutamente vero! E’ l’unico luogo dove in mezz’ora si può passare da un mare di smeraldo alle nevi eterne. Magnifico.
Ultima tappa, Corte - Bastia ed imbarco per Piombino… ma i birotiani non ne avevano ancora abbastanza, e quindi si è deciso di fare anche una puntatina all’isola d’Elba, visto che ci trovavamo. Via quindi verso Bastia, seguendo una strada che sembrava il Nurburgring… esaltante!
Arrivati a Piombino ci siamo immediatamente imbarcati per l’Elba, dove siamo giunti intorno alle 20.50. Via subito a cercare la sistemazione per la notte, trovata presso il camping Enfola (£. 26000 a persona). Il giorno dopo, via per il periplo dell’isola, bella, selvaggia, verde, con un mare splendido. E’ stata quindi una giornata da ricordare anch’essa, anche per le bellezze storiche presenti, come le due residenze che Napoleone ha abitato durante il suo primo esilio, il centro storico di Portoferraio, la fortezza medicea che si affaccia sul porto, il porto stesso. Serata in pizzeria, struscio serale e tutti a cuccia in vista del lungo viaggio di ritorno. Alle 13.00 del giorno dopo imbarco per Piombino e poi via! Subito verso casa, per un viaggio lungo ma divertente, ricco anch’esso di situazioni piacevoli e reso vario dal ranger (Ernesto), il quale ha pensato bene, allo svincolo di Sicignano, che immette sul raccordo A3 – Basentana , di andare dritto per uscire in territorio calabrese, in località imprecisata, pare inseguito da un branco di lupi affamati. Tranquilli, il ranger è comunque riuscito a guadagnare la strada di casa. A proposito, aveva trovato il modo di perdersi anche in Sardegna!
Arrivati quindi a Taranto, baci abbracci e promesse di rivedersi presto per guardare insieme le foto, cosa che è puntualmente accaduta presso il ristorante “Casablanca” di Porto Pirrone, nell’ambito di un’altra di quelle piacevolissime serate che contraddistinguono gli incontri di BIROTA.