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7° VIAGGIO BREVE - P.N. D'ABRUZZO

  • Prati di Tivo
  • Poggio Bustone a Lucio Battisti
  • Le grotte di Stiffe

Io lo ricorderò molto a lungo. Vuoi per la splendida compagnia, vuoi per le tante situazioni affrontate, devo dire che è stato davvero fantastico.
Partenza dal neroazzurro giovedì 24 aprile alle 15 in punto, sotto un bel sole, e veloce galoppata autostradale fino ad Isola del gran Sasso, dove abbiamo avuto la prima sorpresa: l’albergo è bellissimo! Completamente ristrutturato, dotato di tutti i comfort e soprattutto con una cuoca (la padrona) ed una cucina da urlo! La prima serata è andata via in maniera molto piacevole, con canti e balli, visto che nella sala ristorante si suonava, e con una mangiata pantagruelica. A nanna verso mezzanotte, per essere pronti ad affrontare le bellezze del parco il giorno dopo. 25 aprile, sveglia al mattino e grande moto di meraviglia nel vedere, dalla stanza dell’albergo, le cime maestose ed innevate: bellissimo! Colazione e partenza per campo Imperatore; strada bellissima, panorami manco a dirlo mozzafiato e… strada interrotta per neve! Poco male, una bella passeggiata sulla neve e la nostra allegria ha risolto il problema. Variazione forzata sul programma, quindi: si va a vedere l’Aquila. Bella la passeggiata nel centro storico, e mitico l’incontro con gli altri AMIIICI!, partiti il venerdì mattina (ed incontrati alla spicciolata…). Spuntino veloce e pomeriggio passato nell’affrontare le splendide strade che ci hanno portato a vedere gli incommensurabili panorami dei Prati di Tivo. Una cosa fantastica. Rientro in albergo ed altra lauta cena, ottima per qualità e quantità. Passeggiatina serale infarcita, come al solito, dai racconti di barzellette tanto forti da farci piegare in due… 26 aprile, colazione e giornata dedicata all’agro reatino ed al monte Terminillo; partenza per Rieti e salita a Poggio Bustone per visitare uno dei famosi conventi francescani del Lazio, quello di San Giacomo. Atmosfera quasi irreale, in quel posto circondato dalle montagne. Ma, con tutto il dovuto rispetto per la sacertà del luogo visitato, la più grande emozione della giornata mi è stata riservata dalla vista della statua eretta in onore di Lucio Battisti, che nacque appunto a Poggio Bustone, all’interno di semplici e ben tenuti giardini, all’ingresso del paese. Il nome dei giardini? I giardini di marzo. Lucio Battisti ha rappresentato una parte importante della mia aimè lontana giovinezza, e visitarne il luogo natale mi è piaciuto tantissimo. Torniamo al racconto; spuntino soddisfacente nei giardini di marzo e poi via verso il monte Terminillo, la montagna di Roma. Strade e panorami assolutamente degni di nota, grande divertimento motociclistico e gioia di vivere e fare parte di un microcosmo come il nostro alle stelle. Sosta d’obbligo a Campoforogna, località principe del Terminillo, ricca di negozietti, baite ed impianti di risalita ad uso sciistico e poi… torniamo indietro, perché la strada, in vetta, è ancora chiusa per neve! Poco male, per oggi di curve ne abbiamo avute abbastanza. Rientro quindi in hotel e splendida cena, manco a dirlo. Abbiamo volentieri rinunciato all’Aquila by night un po’ per stanchezza, ed un po’ per averla vista di giorno. Passeggiatina serale nel centro storico di Isola, molto carino. Piccoli accenni di pioggia ci hanno fatto temere per il rientro; a nanna con un poco di preoccupazione. Domenica 27 aprile, la giornata del rientro che si è rivelata indimenticabile; qualche goccia alla partenza ha ceduto il posto ad una splendida giornata, da noi vissuta al 200%. Partenza quindi per le grotte di Stiffe, a circa 20 km dall’Aquila, un posto praticamente unico. Alla biglietteria, con un modesto sovrapprezzo, ci hanno messo a disposizione un autobus, che ci ha portato all’ingresso delle grotte e poi riportato indietro. Ragazzi, le grotte di Stiffe vanno viste, e prima che arrivi l’estate! Esse si sviluppano lungo il corso di un fiume sotterraneo che forma anse, laghetti e cascate, una in particolare, di una bellezza a dir poco sconvolgente! Il rumore assordante dell’acqua, riecheggiato dalla grotta, non si può dimenticare. Dopo la visita alle grotte ci siamo avviati sulla strada del ritorno, attraversando le gole di San Venanzio, di una bellezza devastante; tante le soste per ammirare un luogo da favola. Subito dopo le gole di San Venanzio, siamo arrivati in un paesino ridente, di impianto medievale, chiamato Anversa degli Abruzzi; viuzze strette e suggestive, e tanta quiete. Il Re (al secolo Pinuccio Rondinelli) faceva in quel momento da aprifila, ed io lo seguivo. Vedo un bar alimentari aperto, e suono il claxon per non più di un decimo di secondo, quanto basta al Re per capire e fermarsi immediatamente… che festa! Il gestore del bar ci ha accolto con gioia, e noi lo abbiamo ricambiato con la nostra allegria. È stato uno dei momenti più belli del viaggio, ottimi panini imbottiti con roba casereccia, dolci e brindisi finale a spumante offertoci dagli amici abruzzesi. Il seguito della giornata non è stato meno emozionante; subito dopo Anversa ci si inoltra lungo la valle del fiume Sagittario, che forma delle gole a dir poco spettacolari. Ci siamo fermati tante volte per ammirare delle vedute che non possono non rimanere impresse indelebilmente. Ancora, la splendida salita al passo di Godi, bella località sciistica con cime ancora innevate, e la successiva fantastica discesa fino a Scanno, deliziosa cittadina adagiata sul lago omonimo che, complice la splendida giornata, aveva assunto il colore del paradiso. Dopo Scanno, ecco Villetta Barrea, sull’omonimo e non meno splendido lago. Ragazzi, ho bisogno di riprendere fiato! Ultima tappa, la meravigliosa ma purtroppo molto poco accogliente Napoli, dove abbiamo avuto la gioia di incontrare, come previsto, Elvira, Eva, Alessandro e Mimmo, giunti da Taranto in mattinata e trastullatisi in città, e dove si è verificato l’unico momento poco piacevole del viaggio. Una “signora”, approfittando dell’investitura ricevuta da “vigile urbano”, ha sclerato furiosamente, prima acconsentendo di farci sostare per un po’ nei pressi di piazza Plebiscito, per prendere un caffè al bar “i Re di Napoli”, e poiminacciando di fare multe a tuttI. Come si dice: chi non mi vuole, non mi merita. Via quindi verso casa, dove siamo arrivati in tarda serata.