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2° RAID CICLOMOTORISTICO - PARCO NAZIONALE DEI SIBILLINI

Questa è la terza puntata dello studio della follia da cui non si guarisce. I pazienti questa volta sono il Lupo ed il Priore; al più giovane dei due ( cosa avete capito, è il lupo!) il compito di esternare emozioni, sensazioni e stati d’animo di quest’ultima strepitosa avventura che, si può esserne certi, avrà un seguito. Io aggiungo soltanto che erano anni che non vivevo un’avventura così VIOLENTA!!! ...tre del mattino, due figure s’aggirano per le deserte strade di Taranto a bordo di due scooter. Topi d’auto? Macchè. Uno, il più “presente” è il Priore, su Malaguti crosser; l’altro è il primate, il lupo solitario (?) su “zilletto” Piaggio NTT (grazie, Eleonora!). Colazione e via. Si, ma verso dove? Niente paura, un giretto: parco nazionale dei Monti Sibillini (AN). Cosa pensavate? Abbiamo una certa età e dopo un poco ci stanchiamo! Superstrada per Bari, poi per Foggia, tocchiamo Campobasso, Isernia e facciamo sosta pranzo a Roccaraso. La frontiera dell’Abruzzo è nostra ed il Molise l’abbiamo “spaccato” per bene. Panino del viandante, confezionato dalle amorevoli e sapienti mani della mamma del lupo, visita del bel paesino e via, celeri ed operativi. Nel pomeriggio un bell’acquazzone, con contorno di tuoni, fulmini e grandine dà un pizzico di movimento; poteva mancare la pioggia? No di certo! in un casolare abbandonato, accendiamo il fuoco per asciugare al meglio gli indumenti. Troppo presto per fermarci, e poi il cielo sembra benevolo, si riparte senza indugio. È uno scherzo, dopo circa un’ora l’innaffiatoio riprende, per la nostra gioia. Proseguiamo cercando un altro rifugio, poco fiduciosi, in verità, perché siamo già in montagna. S. Simplicio non si dimentica di noi e becchiamo una situazione veramente “violenta!”. Un capannone abbandonato, enorme, tutto per noi; all’interno grandi balle di paglia che ci hanno fornito il più comodo dei giacigli per la notte, legna in abbondanza per un corposo fuoco che ci ha asciugati e riscaldati. Intanto continua a piovere, ma non è un caso; se non avesse piovuto, infatti, cosa avremmo bevuto, visto che eravamo senz’acqua? La nostra buona stella pensa a tutto. Compiacimento per una giornata veramente lontana da ogni logica e poi il meritato riposo (dopo 600 km percorsi alla media di circa 45 km/h). L’indomani, ci alziamo di buon’ora, raggiungiamo Castelluccio di Norcia, un paesino a circa 1500 m slm che sovrasta lo sconfinato Piano Grande dei Sibillini. Uno spettacolo unico nel suo genere, un connubio impensabile: un vastissimo piano coltivato a quell’altezza! Comincia il giro del parco: Forca di Gualdo, Visso, Sasso, l’austero e suggestivo santuario di Macereto, S. lorenzo al lago, Amandola e via verso le gole dell’Infernaccio. Queste ci hanno riservato uno scenario eccezionale ed un’escursione a piedi di circa tre ore lungo un sentiero che sembrava non finire mai. Ai piedi delle gole scorre un indomito fiume la cui acqua cristallina è irresistibile e bere alla fonte è d’obbligo. Dopo la scarpinata giustiziamo dell’ottima porchetta col fare famelico che ci contraddistingue. In sella! Riprendiamo il periplo; Montefortino, Montemonaco, Montegallo, Arquata del Tronto, da dove siamo partiti! Il giro è completo, 200 km di natura incontaminata. Soddisfazione immensa, da non credere! L’obiettivo del giro dell’intero parco è raggiunto! Lasciamo alle spalle questo incantevole contesto e raggiungiamo il versante Adriatico, Tortoreto lido. Obbligatoria la sosta ad Ascoli Piceno, una cittadina raccolta nei suoi vicoletti e silenziosa, nonostante la piazza principale, piazza del popolo, fosse gremita da tanta bella gente. Durante tutto il viaggio il lupo ha suonato una trombetta attaccata allo specchietto dell’NTT per sottolineare il passaggio da una città all’altra, ed anche il passaggio di qualche fig...liola; ad Ascoli la trombetta sarebbe esplosa! Calmati gli animi, si riprende con l’idea di dormire sulla spiaggia, dove arrostire l’ottima carne acquistata. Tortoreto non sembra avere un metro di spiaggia libera; ok, dov’è il casolare? Eccolo! Sembra aspetti noi. Montiamo la tenda, focherello immancabile, squisito arrosto di carne, commenti esaltati e poi Morfeo ci ha avvolto (a dire il vero il Priore è stato avvolto anche da MC Culloch, quello delle motoseghe; ragazzi, russa come un vaporetto!). Domenica mattina ripartiamo, percorrendo il versante adriatico con sosta pranzo e bagno a Chieuti (FG). Poteva mancare la pioggia sulla strada del ritorno? No, ed infatti eccola a farci compagnia. Il Priore con gesti e parole irripetibili sfida il cielo a fare di meglio (!) e non buttare solo due gocce. Sono caduti diversi fulmini, ma non sono stati sufficienti a folgorarlo e così si è andati avanti. Ad un tratto l’NTT ammutolisce, senza benzina, ed al povero crosser tocca portare a traino il collega e tutto il carico, ma non sembra abbia sofferto (d’altronde è perennemente sottoposto a carichi notevoli…) (soprattutto nella parte anteriore della sella n.d.p.). Giunge in aiuto Nico, un amico di Taranto che si trova di strada al ritorno da un raduno, accompagna il lupo a prendere la benzina e ci si rimette in marcia sotto una pioggia battente. Rifornimento sotto Bari; alcuni scooteristi, increduli, ascoltano il racconto della nostra avventura “tutta quella strada col motore?”. Vagli a spiegare che portiamo appresso anche telaio, freni, ecc. Stessa domanda ci ha rivolto un altro ragazzo, anch’egli senza benzina, soccorso sulla superstrada. Perspicaci da queste parti! Casa è sempre più vicina, visita al cimitero dei caduti Inglesi del II conflitto mondiale ed alle 21.00 spaccate, come da tabella di marcia eccoci alle porte della città dei due mari. Incredibile quanto fatto in 68 ore! Circa 1400 km, attraversamento di Molise, Abruzzo, Marche, risoluzione di vari problemi, quali l’aver scavalcato due guard-rail issandoci gli scooter di peso e averne smontato altri due grazie ad una chiave da 24 mm che avevamo per puro caso! (grazie Simplicio!). Questa volta l’abbiamo fatta grossa, e se l’A.N.A.S. ci incappa all’onghia sono dolori. Simplicio metterà mani anche sulle marachelle? Vedremo. Lupo.